Accrescimento Famiglie delle Api e Progressi Piantine

Altre soleggiate giornate di lavoro sono trascorse.. Dopo mesi di attività la stufa è stata spenta per lasciar posto al tepore di aprile.

Seguendo il richiamo del sole i semi si svegliano dando vita alle prime piantine di ortaggi e fiori, che andranno quindi trapiantate.

Anche le api sono entrate in piena attività, ed ora nei telai oltre alle prime riserve di miele e polline, si trovano anche ingenti covate che si schiuderanno in tempo per accrescere le famiglie e renderle forti prima delle grandi fioriture estive.

Si scorgono anche le prime cellette contenenti le larve dei fuchi, riconoscibili da quelle delle api operaie in quanto leggermente più grandi e dall’opercolatura (chiusura in cera) più bombata. I fuchi sono i membri maschili dell’alveare, hanno vita relativamente breve ( 50 giorni, contro i 30 giorni fino a sei mesi delle api operaie ed i 3-4 anni delle regine). I fuchi nascono da un uovo non fecondato, il loro compito principale è quello di accoppiarsi con l’ape regina, per permetterle di immagazzinare sperma e di deporre uova fecondate e quindi generanti una prole di individui femminili.
Di seguito uno schemino raffigurante la “struttura base” dell’arnia, la differenza tra fuco, operaia e regina, e le rispettive cellette.

Palli

Lavoretti e Semine…

Un’altra lunga giornata di lavoro è giunta al termine. 🙂

La terra ancora bagnata non mi ha permesso di lavorare nell’orto 🙄 :/
Vi ho giusto piantato altri cipollotti e seminato la borragine e bietole in un lato delimitato da un muretto di mattoni.

In compenso sono riuscita a seminare ancora molti fiori in cassette protette, che andrò in un secondo momento a trapiantare nel posto a loro designato.

Ho anche realizzato una piccola “aiuola mista”, staccata dall’orto, in cui ho messo alcuni semi trovati, raccolti e scambiati.

La musica della primavera; foglie mosse dal vento e canto degli uccellini, mi hanno accompagnata per tutta la giornata.
Buon fine settimana!
Palli

Rimedi Naturali contro gli Afidi e Semina Protetta di Fiori

Buona sera!! Anche oggi lunga giornata di pioggia incessante.. 😥
Ma mai scoraggiarsi!
Ho seminato in coltura protetta molti fiori misti che attraggono insetti impollinatori quali lepidotteri, api, bombi ed altri.
Dopo aver sottoposto i semini ad un bagno di circa 10 minuti in tisana di camomilla (aumenta la germinazione dei semi), ho predisposto diverse cassette di plastica ponendo sopra ad esse un telo impermeabile lievemente forato, le ho riempite con circa un dito (6-7 cm nel mio caso, avendo manine da fata 😂😝) di terriccio misto a sabbia. Ho sparso omogeneamente le sementi, le ho ricoperte con un filo di terra (è buona norma porre i semi sotto uno strato profondo una volta e mezza la loro grandezza, e questo vale per quasi tutti), ho coperto ogni cassetta con un velo di “tessuto non tessuto”, e le ho poste in un luogo luminoso e tiepido, protetto dalla pioggia e lontano dal Sole diretto. Irrigherò le cassette usando uno spruzzino, non con un flusso diretto di acqua, così da non spostare i semi, ed anche per rendere lieve ed omogenea l’irrigazione evitando ristagni. Quando le piantine inizieranno a spuntare e saranno pochi cm ma avranno le prime foglioline, procederò con il trapianto nei posti designati (vasi, aiuole, punti strategici nell’orto). Non mettere le sementi dei fiori in pieno campo o comunque direttamente nel terreno dove li si vuole avere, ma farli germogliare in ambiente protetto, ne aumenta notevolmente la percentuale di nascita e sopravvivenza.

RIMEDI NATURALI CONTRO GLI AFIDI

Ho approfittato della giornata uggiosa anche per dedicarmi alla preparazione del MACERATO DI ORTICA, rimedio contro gli afidi ma anche ottimo fertilizzante naturale. Allego una foto in cui elenco su carta 8 rimedi naturali contro gli afidi.

Aspettiamo il Sole incrociando le dita🍀, anche se le previsioni non preannunciano tempo buono per i prossimi giorni..
Palli

Orto Biologico ed Orto Sinergico (progetto 2018)

Come ogni anno, partono i “piani d’attacco” per la preparazione dell’ “orto bio”.. Frutto di spremuta di meningi e molta ricerca in libri e lunari, ma anche soprattutto consulti con anziani e coltivatori.. Di tentativi, esperimenti, cambiamenti anno dopo anno e rotazioni per sfruttare al meglio lo spazio cercando di agevolare la crescita degli ortaggi.

Sono già moooolto in ritardo sulla tabella di marcia a causa del tempo avverso, ma non mi scoraggio.. Confido che la Luna ed i suoi cicli mi aiuteranno a raggiungere buoni risultati dagli obbiettivi che mi sono prefissata, nonostante i vari problemi che sono sorti e che sorgeranno.

A seguito della concimazione effettuata con letame maturo di cavallo e foglie raccolte nel sottobosco, il mio orticello subisce una leggera e molto superficiale lavorazione (10-15 cm) volta ad interrare un po’ di sostanza superficiale, gli scarti vegetali dell’anno precedente ed il nuovo verde in crescita. Successivamente stabilite le aree in cui andrò a piantare le diverse colture, predisporrò i diversi solchi e metterò del letame, localizzato che andrò ad interrare. Dove occorre (in corrispondenza delle piante a sviluppo ipogeo come tuberi e bulbi), apporrò anche della sabbia e la zapetterò per mischiarla alla terra, in quanto il mio terreno è argillo-limoso, quindi poco drenante (presto parleremo dei diversi tipi di terreno e di come poterli lavorare e “correggere” per migliorne le prestazioni). La sabbia è molto importante per agevolare il drenaggio (impedisce i ristagni idrici evitando così le marcescenze radicali), nei terreni argillosi quindi è importante apportarla. Perimetralmente metterò dei “fili” di rame a contatto con il terreno, in quanto tengono le lumache lontane.

Per ora ho molti semi, ho già iniziato nel weekend a produrre le prime piantine di diverse varietà di pomodoro. Sottopongo i semi in presemina ad un “bagnetto” di 10-30 minuti in tisana di camomilla e achillea (a temperatura ambiente) per aumentare la percentuale di germinazione. Mancano ancora molti ortaggi, e di alcuni prenderò nel vivaio di fiducia direttamente le piantine al momento della messa a terra.

Quest’anno, sempre tempo permettendo, proverò a creare un piccolo orto sinergico. Qui di seguito un piccolo schizzo schematico della forma che vorrei che avesse, e alcune possibili consociazioni sulle quali devo ancora riflettere e decidere. Passo passo spiegherò come crearlo.

BARBABIETOLA + LATTUGA
La lattuga trae beneficio dalla vicinanza alla barbabietola.

CAROTA + CIPOLLA
La vicinanza tra carote e cipolle aiuta ad allontanare i parassiti, in più tali piante consociate traggono reciproci benefici: la moschina della cipolla viene allontanata dalla presenza della carota, così come la moschina della carota viene allontanata dalle piante di cipolla. In questa consociazione si può sostituire la cipolla con i PORRI o con l’AGLIO o SCALOGNO.

CAVOLO + BARBABIETOLA
Cavolo e barbabietola stanno bene vicine, dato che le sostanze rilasciate da entrambe sono compatibili con quelle consumate dall’altra.

CAVOLO + ERBE AROMATICHE
Le piante crucifere si possono difendere dalla larva della cavolaia consociandole con erbe aromatiche. Le erbe più favorevoli ai cavoli per questo scopo sono il timo e la menta.

CAVOLO + POMODORO
La presenza del pomodoro allontana la cavolaia (se ne ricava volendo anche un macerato a tale scopo).

FAGIOLO + PATATA
I fagioli riducono la presenza di dorifora della patata, mentre le patate fungono da repellente per un parassita del fagiolo, il tonchio. I fagioli apportano azoto al terreno, e le patate ne giovano, così come anche le FRAGOLE se poste vicino ai fagiolini.

PISELLO + CAROTA
Le carote aiutano la crescita dei piselli producendo sostanze utili ad essi.

POMODORO + ASPARAGO
Essi non entrano in competizione, consumando nel terreno sostanze diverse.

POMODORO + MENTA/BASILICO
Menta e basilico aiutano la crescita del pomodoro e ne migliorano inoltre il gusto.

ZUCCHE/ZUCCHINE + FAGIOLI + MAIS
Le piante di questa consociazione vengono chiamate “le tre sorelle”. Sono molto sinergiche tra loro, ottimizzano gli spazi sviluppandosi in maniere differenti, e giovano vicendevolmente delle sostanze tra loro prodotte.

Palli

Botanica in “pillole” con Pico e Palli

È sbocciata mite ma dirompente la primavera.. Siamo in quel momento dell’anno in cui i prati sono ordinati, con l’erba corta “all’inglese”, giovane e fresca, e parve le prime piante spontanee e non, cominciano a fare capolino nei prati. Anche alcune fioriture hanno iniziato ad accendere di colore il manto verde brillante, preziosi e bei fiorellini che ci semplificano l’identificazione delle erbe e piante.

ASSENZIO MAGGIORE

L’Artemisia absinthium o assenzio è famosa per l’ utilizzo nella preparazione del suo distillato, amaro ed aromatico, ed è anche la base aromatica principale nella preparazione del vermut.
È una pianta perenne che può raggiungere dimensioni considerevoli, dall’aspetto arbustivo, legnosa alla base, da cui dipartono lunghe fronde. Le foglie hanno una forma particolare, tipica delle Artemisie, sono verdi ma rese grigiastre dalla presenza di una fitta peluria biancastra fine, molto odorose e dal gusto amaro. L’infiorescenza è giallognola, formata da numerosi (fino a 90) capolini emisferici penduli.
Le proprietà medicamentose sono molte, conosciute fin dall’antichità (toniche, digestive, antinfiammatorie, cardiotoniche,…). La raccolta di fiori e foglie va da luglio a settembre.
Le potature sono adatte anche a contrastare pulci e tarme, e l’infuso dei germogli spruzzato su terreno e piante, aiuta a respingere le lumache dall’orto.

BARDANA

Arctium lappa o bardana maggiore, è una pianta erbacea biennale.
Le foglie molto caratteristiche, sono allungate e possono raggiungere gli 80 cm di lunghezza, verdi e ruvide nella parte superiore, biancastre e filamentose nella pagina inferiore. I bordi sono grossolanamente ondulati. Il fusto dal quale dipartono le foglie è basso e spesso arrossato-violaceo. L’infiorescenza è composta da diversi “capolini” riuniti: alcuni piccoli fiori tubulosi violacei sono inglobati in una sorta di sfera verdastra aculeiforme (capolino). Questi particolari fiori sembrano dei veri e propri “riccetti”, tale struttura serve a far rimanere i semi, una volta maturi, attaccati a mo’ di velcro alla peluria degli animali, ed essere così trasportati lontano.
Della bardana le parti edibili sono le foglie, le radici e i semi. Questa pianta ha molti principi attivi che la rendono parecchio usata; è depurativa, ipoglicemica, funghicida, antibatterica, lassativa e diuretica.

ROSMARINO

Il Rosmarinus officinalis o rosmarino, è una pianta aromatica perenne. Ha portamento arbustivo ed è sempre verde, può raggiungere i 3 m di espansione. Il fusto è legnoso molto ramificato, da cui dipartono rami giovani di colore grigio-verdastro per via della peluria che li ricopre. Le foglie sono aghiformi, coriacee e verdi, lunghe fino a 3 cm ma larghe da 1 a 3 mm, sono numerose sui rametti e sono ricche di ghiandole che secernono olii. I fiori sono sessili e piccoli, riuniti in grappoli presso le ascelle delle foglie fiorifere, sparse per buona parte della lunghezza dei rametti, di colore dall’azzurro al violetto chiaro, fioriscono principalmente da marzo ad ottobre. Ha un uso a largo spettro; viene usato per insaporire molti piatti culinari, ma anche come profumatore per ambienti, come insettifugo, e pure nell’industria cosmetica ha molti usi in quanto i suoi olii possiedono molte qualità.

TARASSACO e FALSA ORTICA

Il Tarassaco comune (conosciuto anche come dente di leone/dente di cane/soffione) è una pianta molto comune dalle numerose proprietà terapeutiche ed alimentari.
È una pianta erbacea perenne dalle foglie verdi, oblunghe, lobate e con margine dentellato.
Il fiore, inconfondibile, è già presente in questo periodo; la fioritura procede dalla primavera fino all’autunno. Da ogni fiore si genererà il conosciutissimo “soffione”, o achenio composto da tanti semini, ognuno provvisto di pappo (una sorta di ciuffo di peli bianchi) che agendo da “paracadute” agevola la dispersione dei semi tramite il vento.
È una pianta dai tanti utilizzi. In primis è un’importante produttrice di nettare e polline per le api, e quindi ne deriva un ottimo miele.
Nella cucina è utilizzato per preparare le insalate primaverili, le sue foglie amare hanno funzione depurativa. Anche i fiori sono ottimi in insalata. I boccioli vengono messi sott’olio dopo essere sbollentati in aceto, o preparati in pastella e fritti. Le rosette basali e le foglie vengono anche lessate, fatte in padella o messe in frittate e torte.

Il Lamium purpureum, o falsa ortica purpurea, è una pianta erbacea annuale molto diffusa, che presenta già da ora le prime fioriture. In cucina può avere molti diversi usi (cruda in insalata, o lessata, o posta in frittate o nell’impasto degli gnocchi di patate), ma è da usare con moderazione perché contiene tossine che se consumate in quantità rilevanti, possono essere dannose.

FAVAGELLO

Il Ranuncolo favagello è una pianta erbacea perenne molto diffusa. Le foglie che la compongono sono carnose, lucide e dal verde scuro brillante, di facile riconoscimento in questo periodo anche grazie alla caratteristica fioritura gialla.
Le foglioline giovani vengono usate in cucina nelle insalate, o con altre verdure in minestre e torte verdi. È da moderarne il consumo in quanto leggermente tossica.

Palli e Pico

Api… 🐝 Controlli Primaverili delle Arnie

Finalmente la tanto attesa primavera sembra essere da ieri sbocciata! Temperature alte, cielo limpido e soprattutto le prime fioriture che iniziano a ravvivare la campagna con macchie di colori vivi e profumi intensi e delicati che aleggiano nell’aria, e poi il canto degli uccelini che riempie il cuore e si lascia trasportare lontano dal vento. Ovunque appare Vita; leprotti, conigli, caprioli ed ogni sorta di animale che popola i nostri boschi, finalmente si è destato, ed è quasi impossibile non incontrarne.

Immancabile quindi è l’ultimo controllo delle nostre care apine, prima che la Natura “esploda” con tutta la sua meravigliosa forza. Perché sì, le api vanno monitorate e controllate anche in primavera, quando temperature e clima lo permettono, per consentirci di poter intervenire ed aiutarle qualora ne avessero necessità; per nutrire le famiglie in difficoltà con ausilio di miele o in estremis con candito od acqua e zucchero, individuare eventuali problematiche come la presenza della tarma della cera, sintomi di infestazioni di varroa od altre patologie, e porre quindi rimedio/soccorrere le casse colpite.

Fortunatamente il controllo odierno ha mostrato come alcuni interventi mirati siano riusciti a portare in situazioni ottimali molte famiglie di api, infatti le covate sono tutte avviate con successo, alcune colonie sono già popolose e hanno iniziato la raccolta di miele e polline. Presto saranno pronte per affrontare le prime grandi fioriture.. 💪

Palli

Corso per il Riconoscimento delle Erbe Spontanee Edibili

Buona sera! Oggi ho seguito la prima di due lezioni sul riconoscimento delle erbe spontanee selvatiche che si possono mangiare sia crude sia previa cottura. Ho anche acquistato un bellissimo ricettario sulle stesse 😍..

È davvero interessante scoprire come tantissime piante ed erbette che nella normalità vengono “snobbate” e considerate erbacce, siano non solo saporite, ma abbiano anche molte proprietà benefiche ed organolettiche (ovvero possiedano caratteristiche fisiche e chimiche che, percepite dagli organi di senso -olfatto, vista, gusto- suscitino reazioni emotive differenti per ognuno di noi), quindi davvero preziose sia dal punto di vista alimentare, sia da quello nostalgico o comunque legato alle antiche usanze popolari.

Tra le molte piante scoperte e le molte “ritrovate”, cito i tantissimi radicchi selvatici, la foglia del papavero, il finocchio selvatico (ottimo saltato in padella con patate, o per insaporire pane e focacce), la nepitella (simile alla menta, molto aromatica e amara, viene accostata ai funghi per esaltarne il sapore), il timo selvatico, la pimpinella (con un retrogusto delicato di noce è ottima in insalata), l’aglio selvatico (del quale pure il fiore è molto buono; dal sapore delicato di aglio e nettare, ottimo per guarnire e ricco di antocianine quindi molto benefico per contrastare l’invecchiamento cellulare), l‘achillea, l‘acetosa (dal gusto acetato, conferisce freschezza ai piatti), favagello, alliaria (dal retrogusto di aglio, ottima in insalata), bardana, spinacio selvatico (dal gusto delicato, ricco di ferro), trifoglio, tarassaco, silene, polmonaria, ortica, malva e tante altre.

Alcune di queste erbe sono già comuni nella mia cucina, altre vi entreranno sicuramente dopo questa bella esperienza istruttiva. Quando mi cimenterò in qualcosa di particolare e meritevole, lo condividerò volentieri qui.

È sempre meraviglioso accorgersi come giorno dopo giorno, non si finisca mai di imparare! 😊

Palli